sabato 30 dicembre 2017

Premio De@Terra 2017 a Francesca Petrini

Annata doc anzi Igp per l’azienda olivicola Fattoria Petrini che può riassumersi in altissima qualità, ottime rese e qualità certificata “Marche”. L’ambito riconoscimento Igp Marche è infatti da poco arrivato e già tutti prenotati i primi lotti di produzione.”Siamo molto orgogliosi di questo riconoscimento di cui nostro padre ne è stato tra i promotori all’inizio del lungo percorso che, insieme ad altri imprenditori locali, è sfociato nell’ottenimento dell’indicazione geografica protetta che nel caso delle Marche, coincide con una vera e propria Dop in quanto anche l’origine delle olive deve essere marchigiana” – racconta Francesca Petrini che insieme al fratello Cristiano continua una tradizione antica come la sua terra di Monte San Vito, particolarmente vocata alla produzione di olio. “Per me e per mio fratello, la qualità dell’olio non può prescindere dalla salubrità delle olive in termini di assenza di pesticidi e sostanze chimiche di sintesi. Facciamo biologico da oltre 25 anni e oggi i nostri terreni vantano un alto contenuto di sostanza organica che vuol dire fertilità naturale e salute delle piante con i loro frutti.”La Fattoria Petrini è particolarmente sensibile al tema salutistico tanto che qualche anno fa ha realizzato il primo olio funzionale al mondo, il Petrini plus – brevettato- con le vitamine D3,K1 e B6 atte a favorire l’assorbimento e la fissazione del calcio nelle ossa, dagli effetti comprovati da tests clinici, effettuati presso la facoltà di medicina dell’Università Politecnica delle Marche e l’Ospedale di Senigallia (An). Non finisce qui perché lunedì 18 dicembre, Francesca Petrini, l’inventrice, è stata premiata a Roma con il “Premio De@Terra”, istituito dal ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali in collaborazione con l’Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare). Prima in graduatoria, il riconoscimento è destinato alle migliori sei imprenditrici agricole italiane che si siano particolarmente distinte per l’introduzione di aspetti innovativi e multifunzionali nella conduzione della propria azienda a difesa del patrimonio naturalistico e ambientale. In azienda, Francesca pratica l’intero controllo della filiera: dalla pianta al prodotto finito, passando dal frantoio aziendale. La grande innovazione dell’imprenditrice è appunto l’olio Petrini Plus, utile nel prevenire e contrastare l’osteoporosi ma in generale tutte le malattie a carico del tessuto osseo nonché l’ormai diffuso problema della carenza di calcio. “L’idea che mi ha fatto vincere il premio mi è venuta in Giappone – ha spiegato - osservando la popolazione e quindi lo stile di vita. Mi sono chiesta: cosa meglio di un alimento che usiamo quotidianamente come l’olio d’oliva, può veicolare sostanze da assumere quotidianamente per garantire l’assunzione del minerale più importante cioè il calcio? E’ quindi nato l’olio Petrini Plus. A premiare Francesca Petrini è stato il Direttore generale per lo Sviluppo Rurale Emilio Gatto che nel suo intervento ha sottolineato il ruolo fondamentale delle donne in agricoltura presenti oggi per circa il 30%. Alla Petrini sarà attribuita, quale premio, la partecipazione ad una visita di studio per lo scambio di buone prassi presso alcune realtà agricole dell’Unione europea, creando i presupposti per lo sviluppo e il consolidamento di effettive opportunità di crescita imprenditoriale. Già testimonial Expo 2015 per le Marche, Francesca è stata premiata lo scorso giugno con l’Eiwiin (European International Women Inventors & Innovators network) per il vitaminizzato con la motivazione seguente :“Ingeniuos & Innovative Achievements”.

martedì 31 ottobre 2017

La vitamina D (fonte: Lios, Lega Italiana Osteoporosi)

La vitamina D è necessaria sia per assicurare un buon assorbimento di calcio nell'intestino, sia per la corretta mineralizzazione dell'osso.
Una carenza di vitamina D, frequente molti anni fa specie nei paesi nordici, che per molti mesi all'anno hanno poco o niente sole, portava a una caratteristica malattia dell'infanzia, il rachitismo. Si tratta di una malattia in cui l'osso, poco mineralizzato, andava incontro a tipiche deformità. Nell'adulto, la carenza di vitamina D determina una malattia simile, chiamata osteomalacia. Si tratta fortunatamente di condizioni oggi molto rare.
Un po' di vitamina D si trova negli alimenti (soprattutto pesci grassi come aringhe, sgombri, salmone, sardine: è soprattutto abbondante nel famoso olio di fegato di merluzzo). In certi paesi viene normalmente aggiunta al latte e agli alimenti per l'infanzia. Ma per la maggior parte essa viene sintetizzata direttamente nella nostra pelle per azione dei raggi ultravioletti B della luce solare (raggi UVB) su una sostanza chiamata 7-deidro-colesterolo. La vitamina D è l'unica vitamina che siamo capaci di produrre in proprio, ma in caso di necessità può essere somministrata come "supplemento" (alla dose di 400-600 U.I. al giorno).
Alle nostre latitudini, una persona sana che nella bella stagione passa ogni giorno almeno un'ora all'aria aperta, con un po' di pelle scoperta (viso, mani, braccia, magari le gambe) non dovrebbe preoccuparsi di una carenza di vitamina D. La sua pelle ne produrrà abbastanza da coprire il fabbisogno. Tra l'altro, non è necessario il sole diretto, basta la luce solare (purché si stia all'aperto, perché i raggi UVB non passano attraverso i vetri). 

La vitamina D prodotta, trasportata dal sangue, si accumula nel tessuto adiposo. Nel periodo estivo, quando in genere si prende un po' più sole, si produce una maggior quantità di vitamina D, che poi diventa una riserva anche per i mesi invernali. Solo chi vive sempre in casa o chi (come spesso fanno gli anziani) tende a essere sempre molto coperto, farà bene - dopo aver sentito il medico - a prendere qualche supplemento di vitamina D.
La vitamina D che produciamo nella pelle (chiamata anche colecalciferolo) o quella che assumiamo con gli alimenti (sostanze analoghe anche se, come struttura chimica, leggermente diverse) è solo la base delle sostanze che effettivamente agiranno nel nostro corpo. 

A partire da questa base sono infatti prodotti, in due passi successivi, i cosiddetti metaboliti attivi della vitamina D. Il primo passo avviene nel fegato e trasforma la vitamina D "nativa" (colecalciferolo) in 25-idrossi vitamina D (detta anche 25-OH vitamina D o calcifediolo), e il passo successivo avviene nel rene, e trasforma il calcifediolo in 1,25-diidrossi vitamina D (detta anche 1,25-(OH)2 vitamina D o calcitriolo), un vero e proprio ormone. Questi "metaboliti attivi" della vitamina D circolano con il sangue e facilitano l'assorbimento intestinale del calcio: se manca la vitamina D non si riesce ad assorbirne una quantità sufficiente. Sono anche importanti, per un complicato "gioco di squadra" con il paratormone, nella regolazione della calcemia, e inoltre sono importanti per una corretta mineralizzazione dell'osso. 
Nell'insufficienza epatica o renale questi passi metabolici possono essere compromessi, ma oggi si può intervenire somministrando direttamente i metaboliti attivi, oggi disponibili come farmaci. A volte, anche negli anziani che necessitano di vitamina D, si preferisce prescrivere i metaboliti attivi (oltre a calcifediolo e calcitriolo, un altro metabolita disponibile come farmaco è l'1-alfa-calcidolo).
Nota importante: bisogna sempre seguire i consigli del medico perché la vitamina D presa in dose eccessiva si accumula nell'organismo e può fare male. A questo proposito, chi usa abitualmente integratori alimentari e supplementi vitaminici in libera vendita, deve accertarsi di non prendere vitamina D da più fonti diverse contemporaneamente.

UN'ULTIMA INFORMAZIONE: abbiamo già detto che molti anziani, e persone che non stanno mai all'aperto nelle ore di luce, possono avere carenze di vitamina D. 
Nel dubbio, è possibile misurare il livello di 25-OH vitamina D nel sangue. Esso dà un'idea precisa delle riserve disponibili: se è inferiore ai 20 ng/ml è indicato un supplemento di vitamina D.


giovedì 19 ottobre 2017

Il prodotto, Olio PETRINI PLUS


Il Petrini Plus® è il primo olio extravergine ‘ funzionale ‘ al mondo in quanto concepito per garantire un effetto benefico sulla salute. Non è certamente un farmaco ma il suo utilizzo costante nel tempo, assicura l’apporto di quelle vitamine (D3 , K1 e B6) indispensabili per favorire l’assorbimento e l’utilizzazione del calcio nelle ossa. Quindi la sua funzione è strettamente preventiva, contribuendo a ridurre il rischio che si formino patologie a carico del tessuto osseo. L’olio extra vergine di oliva è sicuramente l’alimento migliore e il veicolo ideale per introdurre le vitamine anzidette nel nostro organismo.



mercoledì 4 ottobre 2017

Il problema e l’intuizione.

Il primo post di un nuovo blog è sempre difficile da scrivere soprattutto se deve inaugurare un tema salutistico delicato, quello della salute delle nostre ossa, visto e trattato con occhi non clinici, inconsueti.
Non sono un medico, sono un’imprenditrice con una laurea in economia e qualche anno fa ho avuto un’intuizione che mi ha permesso di entrare in un mondo fino ad allora a me sconosciuto, quello della reumatologia che tratta le patologie del tessuto osseo come l’osteoporosi.
Sono una produttrice di oli d’oliva extra vergini di alta qualità, pluripremiati, nelle Marche a Monte San Vito, comune appartenente all’Associazione nazionale Città dell’Olio grazie alla sua vocazione olivicola ben nota fin dai tempi degli antichi romani.

Legittimo chiedersi a questo punto cosa c’entri l’olio d’oliva, così buono e già salutare, con la premessa. Curioso poi scoprire quale legame esista ad esempio tra l’olio o meglio un particolare olio d’oliva e l’osteoporosi.
Un passo alla volta, abbiate solo un po’ di pazienza perché devo fare necessariamente un passo indietro e raccontarvi una breve storia per farvi capire.

In occasione di una fiera dell’alimentazione a Tokyo dove mi trovavo per ragioni di lavoro una decina d’anni fa , fui colpita da alcune strane abitudini giapponesi.
Non mi era infatti mai capitato di vedere assumere con larga frequenza – anche più volte nell’arco della stessa giornata - pasticche e tavolette di calcio come fossero caramelle, indifferentemente tra adulti e poi trovarle da vendere ovunque, anche al supermercato.
Per loro sfortuna i giapponesi ( in realtà non solo loro) sono fortemente carenti di calcio soprattutto per ragioni alimentari visto che la loro dieta è tipicamente basata sul pesce quindi per avere giusti e necessari introiti giornalieri devono assumerlo con gli integratori alimentari.

Anche il fattore culturale-antropologico incide su questo aspetto. Ad esempio la famosa vitamina D che serve per l’assorbimento del calcio e che si può sintetizzare con l’esposizione solare, risulta essere piuttosto deficitaria nelle donne giapponesi che invece mai si espongono al sole perché prediligono pelli diafane, “effetto porcellana”.

Esistono molte conferme scientifiche riguardo le criticità appena accennate come quelle emerse nell’ultimo “nutritional survey of Japan” del 2013 dove si evidenzia la forte preoccupazione della carenza di calcio tra la popolazione, sottolineata anche dall’autorevole International University of Health and Welfare di Tokyo. Per farla breve, di rientro dal viaggio, cominciai quindi tutta una serie di indagini più approfondite e mi misi a studiare anche la situazione europea grazie agli stimoli che avevo riportato dal paese del sol levante. Confortata dai dati, dalle persone incontrate e soprattutto da mio padre che mi ha incoraggiata a trovare una soluzione (possibile soluzione) al problema, mi sono spinta in un’avventura straordinaria culminata oggi con il Petrini plus®, il primo e unico olio amico delle ossa (brevetto Petrini).

Vi lascio ora nella speranza che la vostra curiosità non si sia del tutto esaurita e vi aspetto al prossimo post perché i risvolti sono ancora tanti e molto c’è ancora da dire sul tema della salute delle ossa grazie anche ai contributi scientifici dei medici che saranno passo dopo passo pubblicati.